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la Città di Salerno — 09 luglio 2008   pagina 21   sezione: NAZIONALE
Più dolce la vita con le marmellate della cooperativa Stalker. Stalker – nulla a che vedere con il reato di stalking recentemente introdotto – è il nome di un progetto del Piano di Zona Ambito S5 per il recupero di soggetti svantaggiati. L’iniziativa intende migliorare la qualitá della vita delle persone affette da malattia mentale e prevede la gestione integrata del Piano, dell’unitá operativa di salute mentale dell’Asl Sa2 e del Terzo settore. La cooperativa Stalker ha attivato una linea per la trasformazione della frutta in marmellata lavorata artigianalmente in laboratorio con l’aiuto di un tecnico specializzato, senza conservanti né addensanti. E la cooperativa si sta organizzando per la produzione di sottolio e pelati.
«Alla base di Stalker c’è la volontá di trasformare le spese di assistenza in fattori di sviluppo socio-economico locale – osserva Cosimo Cicia, assessore alle politiche sociali del comune di Eboli, ente capofila del PdZ – i costi necessari all’assistenza materiale e clinica di persone con problemi di salute mentale vengono trasformati e investiti in progetti di inserimento sociale e lavorativo. E’ l’alternativa al custodialismo tanto combattuto da Basaglia».
Il progetto è rivolto alle persone affette da malattia mentale ma anche alle persone con mentalitá imprenditoriale e sociale, interessate a sperimentare forme di cogestione e di partenariato produttivo nel settore della salute mentale. A giugno 2006 è nata la cooperativa sociale Stalker, iscritta alla Camera di commercio, organizzata sulla base di un accordo di partenariato tra Piano di Zona Ambito S5, comune di Eboli e Asl Sa2 Uosm di Eboli, e aderisce al consorzio di cooperative “La Rada”. (a.e.)